scrivere pensare libertà
SMARTIMENTO RIFIUTI Cari napoletani la vostra sofferenza è già finita, avete cessato finarmente de tormentavve la vita. Tutta la vostra grave lunga e spinosa situazione s’avvia de certo ad una pronta e rapida soluzione. Siete è vero invasi dalla lurida spazzatura e questo pè tutti è davvero ‘na gran jattura. Ma pazientate un antro po’ e lo vedrete, che tutti li vostri problemi risorverete. Adesso te comincia la campagna elettorale e tutto questo certo nun ve farà der male. Tutti li politici s… Continue
Posted on March 25th, 2008 at 11:02pm — 3 Commenti
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Un caro abbraccio
Vittorio
Monnezza è una denuncia dell' ingordigia umana che ha saputo
produrre cumuli di veleno e immondizie, inquinando ambienti
che di urbano non hanno più niente.
Sicuramente meglio gli ambienti naturali, dove gli animali
ancora vivono. Tempo al tempo e inquineremo anche quelle
aree che sono ancora vergini.
Lo scardaletto è un componimento che può fregiarsi del titolo
di poesia, poiché il contenuto commuove e induce a riflettere
sulla condizione umana di chi resta solo. Ciao. Alessio
che hai postato delle perle di saggezza che non avevo notato.
Credo che tu debba spostarle o nel settore poesia o nei blogs.
Penso che siano sfuggite anche ad altri. Un abbraccio. Alessio
Er leone se svegliò nervoso e assai disturbato,
pe via der frastuono che lo aveva svegliato.
Se stiracchio come ar solito con fare compito
poi fece uno sbadiglio che concruse er rito.
Se avviò co’ passo sverto, regale e cadenzato
della sua reale autorità tutto ammantato.
Se diresse risoluto all’ingresso della tana,
da dove era venuta quella voce tanto strana.
Trovò adunati a tutti quanti li pennuti
e puro arcuni mammiferi assai minuti.
Urlavano tutti in modo assai scomposto,
a nessuno gliè garbava de stare a posto.
Decise de affondare subito la situazione
senza arcun rimando e senza esitazione.
Domannò la ragione de quella protesta
in qualità de Re de tutta quanta la foresta.
Se fece avanti un pappagallo assai loquace
che disse: “Sire vorrei parlare se a lei piace
de tutta la situazione seria nella nostra savana
che è diventata, me creda, pe davvero strana.
La savana è tutta invasa dalla monnezza,
li residui della caccia fatta da sua artezza.
Pe cui li sciacalli e le vecchie bone iene
nun riescono più davvero a lavorare bene.
Li insetti che un tempo gliè davano ‘na mano
so’ stati decimati dall’insetticida dell’umano.
Pe cui ce ritrovamo a vivere co’ gran ribrezzo
indove ce ammorba questo pestifero olezzo.
Er problema è serio assai e va subito affrontato,
senza che sia in arcun caso ner tempo rimannato.
Voglia la maestà sua disporre co’ decreto regale
quarcosa che ce liberi subito da tutto questo male!”
Er leone fece un ruggito pe richiamare l’attenzione
poi co’ carma, pacatamente, fece la su’ orazione:
“Nella savana bisogna dillo in maniera papale
nun è che ce avete abitato pe davvero male.
Ve lamentate de la puzza simile alle fogne
che sale dai resti delle abbannonate carogne.
Ma pe fortuna nun respirate l’aria dell’umano
ner su’ territorio che se ostina a chiamare urbano.
Vive in mezzo ad una letale immensa puzza
e voi protestate per un poco de monnezza.
Noi stiamo ,pe fortuna, in un luogo naturale,
che,sono certo,non ci farà mai der male.
Pe cui tornate nelle tane tranquillamente
e nun copiate li problemi dell’umana gente.
Pe dono de Dio vivemo nella madre natura
che non ci ha mai mollato nessuna fregatura.
Ricordi Nina mia quanno d’inverno ce coricavamo,
stretti l’uno all’antra cor core ce abbracciavamo.
Ce davamo appassionati un bacio forte pè la vita
poi ce facevamo insieme ‘na bellissima dormita.
Adesso che sei mancata quanno vado a letto,
li nostri figli m’hanno comprato lo scardaletto.
Tutto er calore se n’è annato quanno sei mancata
e nun me conforta certo stà minestra arriscallata.
Li affetti se apprezzeno quanno te vengono a mancare
e dentro ar core sai che ormai nun c’è gnente da fare.
Er ricordo te barza dorce nella mente all’improvviso
e ‘na lacrima dar core scenne lenta lenta sopra er viso.
Un abbraccio. Alessio