Spingere un bel taxi pieno, sottobraccio a te...
di Marco Peroni
Ragazzi, sono in agitazione. Nelle ore in cui scrivo, nei siti dei più importanti quotidiani sta facendo il giro la notizia dell’ultima bravata di Lapo Elkann. Davvero una stupidaggine, nulla di grave per fortuna, anche se l’episodio mi ha fatto venire un dubbio atroce. Sarò forse esagerato, ma ditemi voi che ne pensate. Ecco… mi spiego.
Capri, notte fonda. Pare, stando alla versione più ricorrente, che il giovane manager si stesse…
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Posted on July 24th, 2008 at 11:49am —
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La sveglia non suonava più da qualche mese ormai nell’appartamento al terzo piano, scala B.
Erano le 5 e Luigi era già sveglio; fissava sul soffitto buio l’ombra luminosa delle tapparelle abbassate generata dal lampione in strada tre piani più sotto.
Lucia dormiva ancora al suo fianco, il respiro era lento e regolare segno di un sonno tranquillo.
Dall’altra parte del muro, nell’altra stanza, c’era la più grande dei loro due figli, Angela.
Sul divano letto in soggiorno dormiva Giulio, il secondog…
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Posted on July 4th, 2008 at 6:44pm —
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Lavoro in questa banca da quasi 3 anni e non mi era mai accaduta prima una cosa simile.
Tutto è iniziato quella notte quando, durante un temporale, un fulmine colpì il lampione a pochi metri dall’ingresso della banca.
Subito non mi resi conto di niente, ma il mattino dopo cominciai a notare piccoli particolari nelle persone che mi avvicinavano.
Cose veramente piccole come un tic nervoso o un particolare modo di chiedere un servizio, e per ognuno annotavo mentalmente qualcosa.
Poi giunse lei.
Dom…
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Posted on June 11th, 2008 at 4:39pm —
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Una sera di qualche giorno dopo Nando si sedette a tavola per la cena.
Si versò la birra, affondò la forchetta nella pasta raccogliendone una generosa porzione che infilò in bocca. Masticava piano fissando il nulla.
Alla sua destra sedeva Ada mentre Laura stava alla sua sinistra.
Nessuno parlava se non per lo stretto indispensabile necessario per un pasto.
Non era una sera speciale, no. Tutte le sere la cena si svolgeva così; ognuno mangiava in silenzio.
Improvvisamente una piacevole musichetta…
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Posted on June 10th, 2008 at 6:36pm —
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Pensava sempre più spesso a lei, a quell’unico contatto avuto e sperava di risentirla.
Non riusciva a spiegarsi perché quella voce anonima nella notte lo avesse colpito così a fondo.
Era una cosa sciocca, infantile, sentirsi così coinvolto emotivamente con una sconosciuta.
Durante la settimana seguente non pensò più ad Ada, almeno non più di tanto, fino a venerdì.
Terminata la trasmissione uscì dalla stanza con fogli e riviste sotto il braccio e si sedette sulla poltroncina davanti al centralino…
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Posted on June 7th, 2008 at 11:06am —
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Ciao. Alessio