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Electra

Il mio rapporto con la morte: parte quarta



...All’inizio vi ho accennato al fatto che mia nonna aveva una sorella, anch’essa una medium e, per giunta, molto forte.
Era una donna simpaticissima , piena di vitalità e di gioia di vivere…avrebbe dovuto essere lei la mia madrina di battesimo, ma quando nacqui, si trovava a Buenos Ayres per sistemare con il fratello, residente ancora là, l’eredità del mio bisnonno morto pochi mesi prima e così, come madrina, ebbi la sorella maggiore di mio papà.
La gente che non la conosceva bene, sentendole raccontare delle sue esperienze, la considerava un po’ pazza, infatti era una cosa per lei normalissima, nel bel mezzo di un discorso, anche con dei semplici conoscenti, esordire con….” Ma quanta gente c’è dietro di lei e che le vuole parlare…”
Potete immaginare quali fossero le reazioni delle persone così apostrofate !
Ma lei li vedeva realmente.
Ricordo che una volta mi raccontò che era andata a trovarla a casa una sua amica e, mentre stavano chiacchierando, tranquillamente sedute in cucina sorseggiando un caffè, appoggiate entrambe al tavolo di marmo, questo iniziò a sollevarsi…mia zia, stupita, chiese alla sua amica se fosse, per caso, medium anche lei ed alla sua risposta affermativa…scoppiarono entrambe in una sonora risata.
L’ultimo ricordo che ho di lei, risale a pochi giorni prima della sua morte.
Io ero al secondo anno di Medicina all’università e lei era stata ricoverata per l’aggravarsi della forma tumorale che l’affliggeva già da qualche tempo.
Andai nella sua stanza assieme ad un mio compagno di corso…volevo farglielo conoscere, visto che mi interessava…appena lei ci vide, mi chiamò e, con un cenno della mano, mi fece accostare con l’orecchio al suo viso e mi disse: “ Questo è l’uomo che sposerai. “.
In effetti è lui mio marito!
Mentre sto scrivendo questo, nella mente mi si formano delle parole…” te l’avevo detto, non ricordi?”…
A questo riguardo, devo fare nuovamente un salto indietro nel tempo…
A sedici anni, avevo una “ cotta “ per un ragazzino, figlio di amici di famiglia che si chiamava Mario.
A dimostrazione di quanto “ confidenzialmente semplici “ fossero all’inizio le mie sedute , spesso domandavo al mio spirito guida se l’avrei sposato e regolarmente la risposta era: “ sposerai Mario “
e ciò mi riempiva di gioia infantile anche perché Mario nemmeno si accorgeva della mia esistenza!
Logicamente la “ cotta “ svanì nell’arco di un’estate e Mario passò nel dimenticatoio…
La cosa strana, però, è che mio marito si chiama effettivamente Mario.

Devo confessare che una volta ho approfittato delle mie capacità medianiche…anche se non si dovrebbe fare.
Ero al liceo ed avevo compito in classe di italiano.
Non ricordo adesso esattamente quale fosse il titolo del tema che avrei dovuto svolgere, ma era di argomento storico…argomento che non avevo studiato…
Fu subito panico… anche perché la mia media era molto alta e correvo il rischio di abbassarla spaventosamente consegnando il foglio in bianco!
Decisi di tentare il tutto per tutto, tanto, pensai, peggio di così…misi la matita sul foglio di brutta ed attesi…
Devo aver fatto proprio pena a chi decise di aiutarmi…iniziai a scrivere di getto, senza sapere cosa e riempii un foglio protocollo!
Quello fu l’unico bel voto che ho preso nella mia carriera scolastica senza averne merito!
Giuro! Non lo feci mai più!

Continua…

1 Commento

dakin Comment by dakin on May 20, 2008 at 9:17am
come mi consolano le tue parole, quando parlo delle mie esperienze mi prendono per pazza o quantomeno per una che vede certe cose solo perchè vuole crederci. D.

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