SARDEGNA
In questa terra d'ocra e di mare
infiniti e vergini battigie
in questa terra d'oscuri umori
falesie verticali- e dolci volti ambrati
dove natura è Arte inverosimile
Venere procace
la bellezza indossa aspre vesti
lussi inauditi
e io non sono che orma d'arenile
tra sagome policrome di vento.
In questi profili assolati d'ossidiana
vezzeggiati dall'elemento
dove sfrecciano occhi acuti di falco
bucoliche radure d'armenti-
sono scalpori possibili
e i nuraghe aprono vertigini
in sommià` di gloria sacra ai millenni.
Ti chiamano Sardegna
isola di trionfi azzurri
spalti e appiombi di marea
d'orgoglio e splendori
spalancati al cielo.
Io concepita in arida zolla
frutto indeiscente di leccio secolare
t'ho fortemente amato dolce terra
sulle fiamme dei tramonti
ho raccolto lacrime e rubini
gemme che ora brillano alla mia sera.
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