francamente

scrivere pensare libertà

L'estrosità del governo ha partorito il permesso di soggiorno a punti. L'idea potrebbe essere valida, solo che ci sono dei lati imprevedibili. E comunque la patente a punti ha trattenuto i furbi del volante solo per poco.

Più o meno funzionerà così: 22 punti a chi sa l'italiano,perde 20 punti chi ha una condanna di 2-3 anni per reato,perde 5 punti per ogni anno di bocciatura del figlio a scuola, 20 li guadagna se conosce la costituzione, sottrazioni ulteriori avverranno anche per una multa. Di più il giornale non ha saputo spiegare (Corriere della sera).

Presuppongo che la legge dovrebbe essere comunque uguale per tutti, quanti italiani conoscona la costituzione? ( a quanto pare nemmeno i deputati)
Quanti conoscono l'italiano? penso agli anziani dei paesini che parlano solo dialetto.
Quanti italiani prendono multe e quanti hanno figli che vengono bocciati a scuola?

Parliamo di queste bocciature: un ragazzo non studia, OK, ma consideriamo che deve cambiare modo di vivere, che deve riuscire a integrarsi, che deve imparare l'Italiano, che deve in parole povere riciclare tutta la sua vita. Subirà inoltre il disagio della famiglia intera che ha i suoi stessi problemi a cui si somma il problema del lavoro e dell'affitto. A tutto ciò si aggiunge la classe della scuola, se non a volte dell'insegnante, che ha sfumature varie di rifiuto dell'extracomunitario. Dovrà un ragazzino sentirsi anche colpevole di avere danneggiato la famiglia se viene bocciato?! E se un padre si trova con tre figli bocciati, che facciamo, lo rispediamo nel Katanga?
I nostri ragazzi non studiano, vanno a ballare o altro, bocciano tranquillamente e magari gli si dice anche poverino.

La costituzione? si, andrebbe conosciuta, ma poichè poi non viene applicata a cosa serve? " L'italia è una repubblica fondata sul lavoro...." nero, sottopagato, con caporalato o mafia, questo viene dopo.

L'Italiano? i cinesi fanno fatica ad imparare l'italiano, nella loro lingua non ci sono certi fonemi per esempio e poi va ricordato che le nostre citta sono dialettali, persino la grande Roma parla quasi esclusivamente dialetto. Lo straniero dovrà imparare prima quello e poi tradurlo in italiano. Mica facile.

Di divieti di sosta ne becchiamo almeno 3 all'anno, ma nessuno ci toglie la cittadinanza.
Insomma tutto sommati mi sembra un gioco al massacro che coinvolge un ipotetico colpevole e tutta la sua famiglia.
Sono d'accordo su un solo fatto: sei un delinquente? fuori dai piedi!

Che bisogno c'è di tormentare così questi poveri cresti?
Mi pare una legge atta solo a torturare queste persone, alle quali ad un certo punto non rimarrà altro che diventare clandestini


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dakin Commento da dakin su 9 Febbraio 2010 a 19:21
io sono contenta di non dover prendere decisioni di portata così grave, non si può dire tu entri e mangi, no tu no, stai fuori . E' una cosa semplicemente sconvolgente. Non ho proposte da fare, posso solo constatare che questo mondo è forzatamente ad un bivio.
Franca Commento da Franca su 9 Febbraio 2010 a 17:51
Io credo che non si possa fissare un limite. Il mondo è così squilibrato, con la forbice ricchezza povertà
che si allarga sempre di più, scavando abissi tra ricchi e poveri che non si possono fare previsioni.
Forse saranno i poveri che in qualche modo realizzeranno un rapporto più equo.
ManOnJupiter Commento da ManOnJupiter su 9 Febbraio 2010 a 17:05
Ti dò ragione Dakin, ma tu affermi che ci deve essere un limite all'ingresso. Allora io ti domando quale deve essere questo limite. Quali sono i criteri in base al quale il nostro Stato può dire"tu sì, entri" e in quali altri no, e ancora in quali casi si può rispedire a casa chi era già qui.
dakin Commento da dakin su 9 Febbraio 2010 a 7:52
bè certo, un limite ci dovrebbe essere, ma dai limiti ala vessazione c'è un bel passo.
Mi domando un rifugiato che arriva dal Pakistan o da qualunque disgraziata zona di guerra dove mai potrebbe trovare una scuola d'Italiano.
Per inciso, i migranti rispediti in Libia, vengono poi portati dai militari nel deserto dove dovrebbero camminare per chilometri verso non si sa quale nazione; se tornano indietro gli sparani pure ( notizia dal giornale L'Espresso)
Bel mondo davvero!
Da questa parte la morte per acqua, dall'altra morte per deserto.
E nessuno si vergogna.
ManOnJupiter Commento da ManOnJupiter su 8 Febbraio 2010 a 23:00
io sono d'accordo che queste sono tutte delle corbellerie...però mi domando, c'è o no un limite all'accoglienza? Perchè l'alternativa possibile al flusso controllato degli immigrati è che vengano cioè tutti, senza discrimine. Secondo voi dobbiamo accogliere tutti o c'è un limite? E se c'è, qual è?
marginalmente io Commento da marginalmente io su 8 Febbraio 2010 a 19:38
Cara Dakin, sempre attenta a ciò che ci accade attorno, questa è l'epoca della follia dilagante: per una buona azione che fa l'italiano, cento cretinate di ricambio fanno i governi. Un abbraccio, ale.
Franca Commento da Franca su 8 Febbraio 2010 a 11:10
Mi sembra molto plausibile l' ultima ipotesi. Poiché se non ricordo male ( con le acrobazie giuridiche di questa maggioranza, può succedere ) la clandestinità è un reato, scatta, categorico il "Fuori dai piedi!"

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