Passava Mina il sabato in tivu
nella mia visione del dolore
ancora senza tinte forti.
Passava Mina il sabato in tivu
passava in bianco e nero.
Cantava amori disperati
amori perdenti
avrei voluto stare
in mezzo alle sue cosce grandi, grande,
fermare quelle dita da bambina
intrecciarle e guardare.
Passava Mina sulle spiaggie al mare
nelle radio a transistor , custodia in finta pelle
fra ombrelloni e cicche sulla sabbia,
fra mani unte di abbronzante e
lente carezze sopra
spalle e tette.
Passava Mina sulle spiaggie
passavo la mia lingua lentamente
in mezzo al Camillino.
Lambivo quel gelato alle 10,
fisso guardando il mare
sempre alla stessa ora.
Mia madre,
la sua programmazione sprogrammata
nel metter freno alla mia indisciplina.
Partita persa ,
tempo buttato
non se n'è ancora accorta,
nemmeno dei soldi che buttava
nel vestirci uguali me e mio fratello.
Il biondo principino
il moro sempre solo e buio,
anche col sole.
Buttavo via quaderni e libri per tre mesi,
buttavo tutto indietro allora
non come ora
che non butto via
nemmeno lo scontrino di un fioraio.
Ore buttate
ore aspettate
un guatto da portare al gatto
gambe incrociate
sguardi incrociati,
qualche ragazzina della mia eta
con guance di vaniglia come il mio gelato.
Che perdita di tempo ed energia,
non era certo Mina,
non perdere il tuo tempo,
Roby,
sogna in grande.
E non perdevo nulla,
io non perdevo mai al biliardino,
ed ero proprio un dio nel biliardino
con ganci francesine o al volo
battevo anche i piu grandi
da solo contro due
momenti di eroismo
lo sguardo della ragazzina
che si dimenticava che avevo gli occhi neri
fuori moda e fuori posto.
Passava Mina il sabato in tivu
passava le domeniche giù in spiaggia.
Poi arrivò il colore
e non si è vista più.
Io sono ancora fermo lì
per quello sguardo
Tag: poesia
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