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La definizione di "amore" nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici.
Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri che di sé.
Il nemico dell'amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l'amore di sé.
L'amore nel buddhismo è perciò qualcosa di molto differente da quello che s'intende
comunemente in italiano (attaccamento, relazione e sesso),
che quasi sempre richiede un certo amor proprio.
Nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri
senza alcun interesse.

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Mary Commento da Mary su 7 Febbraio 2010 a 13:13
Il Buddhismo considera l'amore come virtù fondamentale nelle sue pratiche. Nel buddismo per definire l’amore si usano i termini BENEVOLENZA e COMPASSIONE.
L'amore buddhista è illimitato e universale, vale a dire di massima intensità ed esteso non solo agli uomini ma anche a tutti gli esseri viventi:
Light_my_fire Commento da Light_my_fire su 6 Febbraio 2010 a 14:00
...l'essere compassionevole...
cris Commento da cris su 6 Febbraio 2010 a 13:51
Ciao, mi ha colpito il tuo post , perchè quello che per me spesso è stato vissuto come un ennesimo errore, scopro che è un principio della dottrina buddista. Mi documenterò. Cris.
Mary Commento da Mary su 18 dicembre 2009 a 20:48
Hey Man

Credo che Osho sia stato uno di quei maestri che ha insegnato molte cose pur non considerandosi un maestro. Le sue parole vanno sempre al di là del fatto che ci sia qualcuno a dirle. E mi piace come tu hai potuto cogliere la frase "conferire all'altro la massima libertà di essere cio che è". Questo mi ricorda un libro molto bello che ho letto diversi anni fa . Si intitola "Come far funzionare un rapporto" di John Welwood. Ti faccio presente che non è un manuale ma una bellissima dimostrazione dell'amore. Ti riporto un breve scritto sul rapporto consapevole. "il nostro legame con la persona che amiamo è il veicolo migliore per compiere un viaggio alla ricerca di chi siamo realmente. Quando invitiamo l'amore a risvegliarci ai poteri più profondi della vita, allora rispondere allae sue sfide diviene un'avventura continua. L'intimità diviene un sentiero, un processo che si apre alla scoperta e alla rivelazione. E, per la prima volta, le relazioni divengono consapevoli". E' solo una piccola parentesi di un grande libro. E' tipico di un rapporto pretendere che l'altro soddisfi sempre i nostri bisogni ma è quando riconosciamo che non è possibile che il rapporto cresce e anche noi ci evolviamo. Quando siamo soddisfatti di noi stessi non abbiamo bisogno dell'approvazione o del riconoscimento dell'altro...già bastiamo per l'amore ..ma si sa..la strada è lunga da percorrere..


Buon fine settimana
ManOnJupiter Commento da ManOnJupiter su 18 dicembre 2009 a 12:54
Cara Mary,
Non amo i santoni o i presunti portatori di verità. Ho tuttavia letto qualche cosa di Osho qualche anno fa, in particolare un piccolo opuscolo su amore e libertà.
C'è una cosa che mi ha colpito e che ho riconosciuto vera, soprattutto per me e cioè che la massima espressione dell'amore è, in fondo, la capacità di conferire all'altro la massima libertà di essere ciò che è, e di esprimersi come vuole, senza quel ricatto di tipo mercantile (do ut des) che è tipico del rapporto tra uomo e donna. Tale ricatto è spesso utilizzato per far leva sul senso di colpa dell'altro, ed agisce su vari livelli, per esempio per rimproverarare all'altro la sua inadeguatezza, anche in forza della presunta insufficienza del suo sentimento d'amore nei nostri confronti: es. se ti comporti in un certo modo (o meglio, non soddisfi certi miei bisogni), allora vuol dire che non mi ami abbastanza...ecc ecc. insomma la tiritera che conosciamo tutti.
Invece, la libertà che l'amore dovrebbe ispirare, è quel sentimento che rompe gli schemi con i bisogni e le aspettative personali, con le dinamiche "commerciali", per bastarsi; che fa sì, insomma, che l'altro basti a noi esattamente per quello che è e che può dare e anche per quello che non può dare. Ami veramente se non ti aspetti nulla, se non pretendi nulla e se conferisci all'altro la massima libertà di essere ciò che è, fuori da ogni logica di possesso
Mary Commento da Mary su 11 dicembre 2009 a 14:07
Ciao Man

Io ho voluto parlare di questo argomento cioè come i buddhisti vedono l'amore ma è ovvio che anch'io mi riferisco all'amore universale. A quell'amore che non ha il suo tornaconto, niente a ke vedere con il fattore economico. Interessante invece l'approccio genitore-figlio. Solitamente si crede che l'amore di una madre verso il proprio figlio sia puro amore incondizionato, tutti ce lo presentano soto questo aspetto. Ma è vero che possiamo trovare anche in questo rapporto una forma di egoismo. Forse hai sentito qualche volta questa espressione " Ho messo al mondo i figli perchè avrò bisogno nella vecchiaia " Questa è una vera e propria forma di egoismo e l'ho sentita più volte ripetere. Cmqe l'assoluto nn esiste in nessuna manifestazione di amore o altro. Come non ci sono certezze nella vita . Hai fatto bene a dire quello che pensi, ognun ha una propria opinione ed è per questo giusto confrontarci...Io credo nella liberà di pensiero, parola e azione.

Buon fine settimana
ManOnJupiter Commento da ManOnJupiter su 11 dicembre 2009 a 11:23
Cara Mary, credo che dell'amore si possa dare una definizione universale, che dovrebbe essere quella che tu hai riferito. Io non sono credente ma Gesù Cristo che muore in croce per salvare l'umanità è, o dovrebbe essere, l'espressione di questo amore rivolto agli altri e non a sè.
Si tratta in effetti di una dimensione forse ideale e difficilmente rinvenibile nella vita che viviamo tutti i giorni, e che esiste ogni qual volta facciamo qualcosa senza volere nulla in cambio.

Quasi tutti i rapporti che viviamo sono fondati, o quantomeno alimentati, dal tornaconto personale, spesso espresso in termini economici, ma non sempre, perchè il tornaconto potrebbe essere conferito anche dal semplice esercizio di un potere.

L'esempio "terreno" più cristallino di amore che mi viene in mente è quello della madre verso il proprio piccolo, il quale ripaga spesso solo con un sorriso la cura e l'affetto che gli viene versato. E tuttavia non sono pochi i casi in cui anche la maternità contiene una forma di egoismo; non dimentichiamo inoltre che il rapporto che si instaura tra madre e bambino è, in definitiva, un rapporto non paritario (la madre esercita un potere sovrano, di vita o di morte su di un altro essere), dove il potere insito in questa relazione potrebbe anche corrispondere all'appagamento di un bisogno con connotazioni egoistiche quand'anche le manifestazioni esterne siano quelle di un amore totale, senza tornaconto alcuno.
Dunque, se solo ci pensiamo, è difficile dire - in assoluto - quando un'azione viene fatta senza pretendere davvero nulla in cambio. So che quanto ho detto potrebbe essere male interpretato ma ci sono abituato. E' comunque solo uno spunto per una riflessione.
Franca Commento da Franca su 10 dicembre 2009 a 19:17
In fondo, siamo d' accordo, Mary. Ricambio l' abbraccio.
Mary Commento da Mary su 10 dicembre 2009 a 19:03
Cara Franca
io credo che nel buddhismo non si parli d'amore come una cosa negativa anzi direi come un sentimento che non si riferisce solo a se stessi ma al mondo intero. E' volere il nostro bene e quello degli altri. E' dare senza ricevere ( questo è più difficile da comprendere per noi occidentali). Il troppo amore di sè ci rende egoisti: amare se stessi è anche amare gli altri, senza alcun tipo di attaccamento. Sappiamo tutti che attaccarci alle cose e alle persone porta molta sofferenza.

Grazie Franca
un abbraccio
Franca Commento da Franca su 10 dicembre 2009 a 18:46
Effettivamente il Buddhismo è una religione che eleva a livelli di grande spiritualità e serenità. Tuttavia
non direi che l' amore di sé è qualcosa di negativo. In fondo amarsi significa riconoscere la propria dignità e sentire l' impegno di assicurarne l' integrità.

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