Ho tutta l'impressione che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, stia giocando la sua credibilità sul banco del macchiavellismo più bieco. La sua dichiarazione, o meglio il suo richiamo "bipartisan" alle toghe e al premier è sorprendente; come se le due parti stessero ugualmente e penalmente oltre le righe.Cosa vuol dire e da cosa deriva quel suo richiamo ai magistrati a che "si attengano al loro ruolo"? Forse che allo strapotere onninvadente e autoimmunente ed autoassolvente del premier corrisponde, nell'attuale diatriba, un'altrettanta violenta invasione di campo della magistratura?
O il presidente vuol giocare il gioco della legge che "tra i due litiganti il terzo gode"?
No, caro presidente.
Io, come molti italiani, a questo gioco non ci sto.
Qui non siamo alla lite tra due litiganti ma allo scontro tra guardie e ladri E in questo scontro io sto con le guardie.
Non esiste e non può esistere equidistanza, nè neutralità, nè bipartisaneria nello scontro tra rapinatori e rapinati, tra mafiosi e civili cittadini, tra mentitori e aventi diritto alla verità, tra ladri e derubati, tra inquisiti ed inquisitori. I primi mi trovano nemico giurato ed irriducibile oppositore; i secondi li sento parte di me, fratelli, compagni e concittadini, qualunque sia la loro origine o il loro credo o il colore della loro pelle.
Non bipartisan, ma di parte e di classe!
Aldo Antonelli
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