Massimo, Piero e Giovanni erano tre amici d'infanzia.
Massimo crebbe e divento' l'immagine della perfezione, istruitio, educato, intelligente, diplomatico, aveva programmato bene la sua vita, ma sembrava sempre che gli mancasse qualcosa.
Giovanni era molto intelligente, forse piu' di tutti, troppo sensibile, istruito e garbato, ma sempre triste ed amareggiato di quello che vedeva intorno a se' e tendeva ad isolarsi dal mondo che sembrava deludere sempre le sue aspettative, e nello sconforto, aveva anche iniziato a far uso di droghe.
Piero, era quello che aveva studiato meno, ma era il piu' gioviale e spontaneo, ed a volte la sua spontaneita' lo metteva nei guai e veniva spesso frainteso e giudicato in malomodo.
Un giorno i tre amici mentre erano in un pub, si confidarono, e salto' fuori che Giovanni e Piero avevano scoperto di essere ambedue afflitti da un male incurabile; Massimo sconvolto alla notizia, cerco' di tenere su' il morale, dicendo che a volte questi mali scomparivano misteriosamente ed i dottori non potevano dare delle spiegazioni a questi cosi' definiti "miracoli".
I tre rimasero insieme per tutta la serata, ma poi non si frequentarono piu' specialmente a causa di Massimo, che non se la sentiva di vederli, sapendo che stavano morendo.
Giovanni la prese molto male e si isolo' ancora di piu' dal mondo ed ogni sua frase era un lamento ed una critica alla vita, un continuo pianto amaro. La madre si occupo' di lui perche' si era lasciato andare in un modo pietoso. Non voleva piu' vedere nessuno e smise persino di uscire di casa e rifiutava spesso anche il cibo. Pensava alla fine che si avvicinava, e non era piu' in grado di godersi nulla e ligava con sua madre per potersi sfogare in qualche modo.
Piero, sconvoloto da un primo momento di profonda tristezza, si riprese, e comincio' a diventare persino piu' gioviale di prima. Usciva sempre piu' con i suoi amici e non menzionava a nessuno il suo male, e pensava solo a divertirsi. Si mise a fare tutte quelle cose che gli piacevano, ma che aveva lascitato per dopo, dicendo a se stesso: il dopo e' adesso, ed e' ora che voglio assaporare la mia vita, perche' dopo non ci sara'.
Aveva sempre avuto la passione per i trenini, ed il suo sogno era di comprare una grande stazione per metterela in una delle sue stanze; usci e' si compro' tutto il necessario e costrui' la sua stazione divertendosi' un mondo ed invitando anche i suoi amici ad ammirarla. La sua casa era piena di musica, perche' lui amava la musica e ne cercava sempre di nuova. Ogni giorno usciva a comprarsi tutte le leccornie che gli piacevano per potersele gustare guardandosi un bel film. Quando usciva, era felice di sentire il calore del sole sulla pelle, ed osservava il panorama intorno a se con profonda ammirazione, senza dimenticare di guardare anche i fiori piu' piccoli, di sorridere ai bamini che passavano e salutare anche la gente che non conosceva.
Tutto sembrava pui' intenso ed era stordito da quello che vedeva e sentiva, e mai si era accorto di quanto fosse prezioso tutto quello a cui non aveva mai fatto molto caso.
Ci fu la tristissima notizia che Massimo mori' prima di loro in un brutto incidente stradale, e questo influi' ancora piu' negativamente su Giovanni, e dopo pochi mesi mori' anche lui prima del tempo previsto.
La morte prematura di Giovanni fu' causata da un suicidio, perche' il cuore della mamma aveva ceduto alle troppe emozioni e preoccupazioni per il figlio, che spesso si accaniva contro di lei per scaricare la sua frustrazione e la sua tristezza.
La mamma era finita all'ospedale vittima di un infarto, e Giovanni, mentre era a casa da solo, decise di togliersi la vita ed il troppo male che sentiva di aver causato a se stesso ed alla sua mamma, con il suo atteggiamento negativo, distruttivo ed autodistruttivo.
Piero era sconvolto alla notizia della morte dei suoi amici, e senti' il dovere di assorbire tutte le essenze della vita anche da parte loro che non potevano piu' farlo. Poteva vedere e sentire il mondo intorno a lui con altri sensi che prima non aveva mai usato, e colori ed emozioni nuove si manifestavano dentro e fuori di lui, che rapito si ubriacava di queste stupende vibrazioni vitali che prima non gli erano visibili.
Piero' visse molto piu' a lungo di quanto i dottori avevano detto, e quando mori', si ritrovo' con i suoi due amici, ed ogniuno racconto' all'altro come avevano vissuto il tempo della vita che gli era stato concesso.
PS: queste sono stre storie vere messe insieme in una specie di collage e dei piccoli ritocchi personali per collegare tutto...
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Mia poesia dedicata:
Per tutti quelli che lei ha distrutto ed ucciso, per tutti quelli che con lei si stanno perdendo...
MALEDETTA DROGA ASSASSINA
Mi torna in mente il tuo sorriso di tanti anni fa',
impacciato, tenero, timido, insicuro...
Tu, un bel ragazzo, simpatico, intelligente
che tutto avrebbe potuto avere dalla vita.
Invece da lontano, ti ho visto arrenderti alle prime lotte,
ai primi dispiaceri, ai primi fallimenti..
Ti ho visto scivolare via, sempre piu' in alto mare,
mentre le spiagge della tua vita da costruire e da vivere
si allontanavano da te.
Poi un grave colpo ti fece perdere del tutto la vista
delle tue mete da raggiungere...
Ormai non vedevi piu' nulla intorno, non sapevi piu' in quale direzione
nuotare per poterti salvare da te stesso e dal mondo.
Quando qualcuno si avvicinava per tirarti fuori e portarti a riva,
la stanchezza per restare a galla,
ti faceva accettare l'aiuto e porgevi la mano tremante ed esausta,
ma poi, le spiagge che sognavi erano talmente distanti che lasciavi scoraggiato la presa,
lasciandoti andare di nuovo alla deriva allontanandoti sempre piu'.
Spiagge che aspettavano te per essere vissute, che hanno atteso invano...
Alla fine, esausto hai deciso di non nuotare piu' e di lasciarti affogare.
Mi torna in mente il tuo sorriso di tanti anni fa',
impacciato, tenero, timido, insicuro..
Tu, un bel ragazzo, simpatico, intelligente
che tutto avrebbe potuto avere dalla vita....
Perche'? Perche'? Perche'? Maledetta droga assassina!
Viaggio tra le realtà di recupero dei tossicodipendenti
QUESTO POSTATO SOPRA E' UN VIDEO CHE CI AIUTA A RIFLETTERE...
Grazie a tutti dei vostri preziosi commenti.....
E con questa canzone ricorderemo quelli che non potremo vedere
o riabbracciare mai piu' perche' ci hanno lasciati per sempre...
Arcobaleno: di Adriano Celentano:
Io son partito poi cosi' d'improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
l'istante breve e' ancora piu' breve
se c'e' una luce
che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno e' il mio messaggio d'amore
puo' darsi un giorno
ti riesca a toccare
con i colori si puo' cancellare
il piu' avvilente
e desolante squallore
Son diventato sai tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vibro dentro ed ogni voce sincera
e con gli uccelli
vivo il canto sottile
e il mio discorso
piu' bello e piu' denso
esprime con il silenzio il suo senso
Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
volevo dirti
ch'e' un piacere infinito
portare queste mie valigie pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
Son diventato sai tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vibro dentro ed ogni voce sincera
e con gli uccelli
vivo il canto sottile
e il mio discorso
piu' bello e piu' denso
esprime con il silenzio il suo senso
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
Questa mattina mi hai fatto riflettere molto, Nadia. Conosco abbastanza il problema perché mia nuora lavorava in una comunità di recupero di tossicodipendenti e mi raccontava quanto fosse duro il suo lavoro. Credo che la radice di questo tipo d disagio risalgano
all' infanzia. La stessa cosa si potrebbe dire delle nevrosi. I genitori e gli insegnanti dovrebbero sapere quanto siano fragili le anime dei bambini. Senza volerlo possono ferire
anime di bambini bellissime, in modo devastante. Dei tuoi tre amici la figura di Piero
costituisce un segno positivo. Di speranza, di amore per sé, per gli altri, per la vita. Un abbraccio. Franca.
Ho letto con molto interesse il tuo lavoro e confesso che sono entrato un po' in crisi.
So di questo problema della droga e del dramma che coinvolge tante persone e le loro
famiglie. Sono portato a chiedermi: cosa ho fatto di buono per aiutare ad arginare
questo fenomeno? Mi rendo conto di avere agito sempre egoisticamente e solo per
fare in modo che i miei figli non frequentassero certi gruppi dove c'era il sospetto
che circolassero spinelli e affini. Oggi mi rendo conto che si può e si deve fare di più.
Concordo sul fatto che ci si droga in tanti modi ed è triste.
Come aiutarli?
Non lo so. Bisogna porsi il problema e cercare di comprendere quel disagio che è
spesso alla base dei loro comportamenti.
Ciao. Alessio
Diversi anni fa lavoravo da una signora che finanziava, oranizzava e gestiva una comunità di tossicodipendenti. Da lei ci sono stata per tre anni. Ho avuto modo, anche se marginalmente di conoscere diversi ragazzi della comunità. Tutti quanti con una propria storia, un proprio modo di viverla, ma usando una unica soluzione: la droga. Ho avuto però la sensazione che in ognuno di loro ci fosse la grande necessità di comunicare il proprio problema, più che per farsi aiutare, per farsi ascoltare. Credo che chi si rifugi nella droga sia una persona di una fragilità estrema, che purtroppo nessuno è riuscito a comprendere anche perché gli animi inquieti impauriscono. Non si sa come instaurare un rapporto con loro. Spesso veniamo cacciati anche perché non sempre ci si porge loro nel modo adeguato. Ci sono molti modi di drogarsi. Ci si droga anche di alcool, di scommesse, di donne, di uomini. La mente umana le trova tutte per fuggire a una realtà che ci pesa e che ci sembra impossibile da accettare e sconfiggere. Io non fumo, non bevo, non ho amanti, ma mi drogo di lettura, di scrittura, di pensieri. E' una droga innocua, ma il moto è uguale. C'era un tempo, quando stavo molto male psicologicamente (per fortuna ormai tutto finito...è bello poter usare il passato) che mi drogavo di libri. Leggevo anche due libri alla settimana (considerando il lavoro, la casa, la famiglia è tantissimo). Era veramente una droga per me. Mi rifugiavo lì dentro e solo lì stavo bene. L'importante era non stare con me stessa. I drogati han paura di loro stessi e così si sfuggono e attraverso la droga uccidono quel corpo e quella mente che tanto temono e odiano.
Avrei solo voglia di abbracciarli tutti per trasmettere l'amore che manca loro, ma anche queste sono solo parole. La faccenda è decisamente più reale e grave.
Ciao
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