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Un giorno, tanto tempo fa, la gente di un povero villaggio, era seduta intorno ad un fuoco cerimoniale raccontando storie di stelle; di come anticamente il cielo ne fosse colmo e di come brillassero, mentre ora, a parte il bagliore della luna, le stelle non c'erano piu'. Ognuno raccontava leggende in memoria delle stelle e tutti guardavano in alto sperando di scorgerne per lo meno una; nulla da fare, le stelle non si vedevano piu. Quella sera, mentre gli altri contemplavano il cielo, cantando gli inni alle stelle presenti ormai solo negli antichi ricordi, la bimba si rattristo' molto ed abbasso' lo sguardo chiedendo alle stelle dove fossero andate e che cosa fosse successo.
Dove siete stelle mie? Gli uomini vi cerano senza sosta nel cielo? Cosa e' successo? Chiedeva la bimba con la testa bassa e con profonda tristezza e malinconia. Lacrime sgorgarono dal suo viso, e caddero sulla terra. La terra che tutti calpestavano e che nessuno degnava di uno sguardo. La bimba segui' la sua lacrima, e dove cadde, vide un leggero e fioco luccichio. Si chino' e tiro' fuori dalla terra il sasso che emanava questa leggera luce quasi impercettibile e lo diede ai grandi che avevano finito il loro canto sacro. Loro lo pulirono con cura ed un bagliore mai visto prima emano' da quello che all'inizio, prima della lacrima e della pulizia, sembrava essere un semplice sasso. Ci fu' gran stupore e tantissima emozione; misero la pietra sul loro altare e pregarono insieme nella notte senza stelle. Un angelo vide da lontano il bagliore della pietra; si avvicino' all'altare e la prese per portarla in cielo; i presenti si sconvolsero alla vista dell'angelo, e quando videro che l'aveva riposta in cielo e che risplendeva, compresero che quella era una stella; tutti si commossero profondamente alla vista della stella e di quello che l'angelo aveva fatto per loro, ed iniziarono a piangere. Mentre scendevano le lacrime, videro che sulla terra, dove cadevano le loro lacrime, risplendeva il fioco bagliore di una stella. Ogniuno prese le sue stelle, le puli', le mise sull'altare, e gli angeli chiamati dalle luci che emanavano le pietre, vennero a prendele per rimetterle nel firmamento mentre i cori angelici di queste creature alate, elettrizzavano ed accendevano gli animi dei presenti. Cosi' quella notte il cielo, si riempi' di stelle.


Tag: fiaba

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Franca Commento da Franca su 2 Aprile 2008 a 13:22
Grazie, Nadia di questo tuo invito a cercare di salire più in alto. Un abbraccio. Franca.
nadia Commento da nadia su 1 Aprile 2008 a 3:43
Grazie! Siete carinissimi!

Ma io sono un'artista piccola piccola, come questa bimba, e non grande come voi...


Non so' scrivere testi con una grammatica accettabile, non sono una poetessa...A volte mi dimentico le parole in italiano dato che vivo all'estero...Insomma, il mio materiale e' misero ed andrebbe corretto e risistemato per renderlo presentabile; ma gli artisti siete voi, ed io posso solo dare i miei piccoli doni che spero siano di "ispirazione" per chi invece sa scrivere benissimo....

Non mi offendo se qualcuno mi risistema il materiale ed aggiunge una versione piu' chiara, anzi!!! Quella che vi do' e' l'essenza base, che gli artisti sapranno modellare, mentre io la riporto in modo grezzo e semplice perche' non ho il vostro dono e le vostre capacita' di fare magie con le parole....

Un salutone a tutti e grazie di nuovo

milù Commento da milù su 31 Marzo 2008 a 23:31
ops!ho trovato un orecchio mozzato.è quello che ti ha tagliato la nostra vecchia maestra?se ti leggessero le tue pupe!
Nora Helmer Commento da Nora Helmer su 31 Marzo 2008 a 21:51
Hai visto, cara Nadia, come scappano facilmente i refusi? Ne ho beccato uno anche nel mio commeto al tuo racconto. Invece di scrivere: spero che mi 'aiutiate', ho scritto mi 'aiutate'! Scusa ancora e un bacio da Nora distratta.
oissela Commento da oissela su 31 Marzo 2008 a 21:33
Complimenti, Nadia, per questo brano che hai voluto condividere con noi.
Mi è piaciuto tantissimo anche per il corredo fotografico che lo accompagna.
La magia della notte piena di stelle è ormai un ricordo chiuso nei cassetti della
nostra memoria e per poterla rivivere, bisogna recarsi in luoghi non inquinati dalle
luci cittadine e no. Bello ritrovare lo stupore, la meraviglia e la sorpresa che una
notte stellata sapeva regalarci. Ciao. Alessio
Nora Helmer Commento da Nora Helmer su 31 Marzo 2008 a 20:42
Delicati e lievi i pensieri che sottendono il tuo racconto. Poichè penso che i nostri commenti non debbano essere delle carinerie fini a se stesse e ritengo che la tua favola-leggenda sia molto carina, mi permetto di offrire il mio modestissimo contributo per migliorarla ancora di più: attenta ai refusi (ognuno, fu, rattristò, tanto tempo fa). Ti consiglierei, inoltre, di introdurre il personaggio della bambina protagonista prima che compia l'azione. Ad esempio, nel periodo " Ognuno raccontava leggende in memoria delle stelle e tutti guardavano in alto sperando di scorgerne per lo meno una; nulla da fare, le stelle non si vedevano più. Tra la gente del villaggio c'era ...., una bimba nata solo pochi anni prima." Ti ripeto, a parte queste piccole imprecisioni, il tuo racconto è mistico e dolce. Spero che anche tu e tutti gli altri mi aiutate sia con i vostri (se li merito!) complimenti, sia con le vostre valutazioni e rettifiche. Un abbraccio grato per le emozioni provate da Nora...con amore.

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