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Contatori di utenti nei siti di scrittura e problemi comuni

Proporrei per il momento, l'aggiunta di un semplice contatore di persone, che si puo' copiare con facilita' alla fine della pagina principale, per notare la frequentazione del sito e da quanti paesi ci si collega; per esempio si puo' utilizzare:

http://www.statistiche-free.com/
http://www.maploco.com/
http://www.clustrmaps.com/

e ce ne sono tanti altri di contatori di persone, ed anche piu' elaborati.
Se l'utente nota che il sito e' molto frequentato anche non ricevendo risposte o non avendo la possibilita' di capire quante letture riceve (dato che non e' visualizzato il numero delle letture), sara' incentivato a postare, perche' quello che in realta' si vuole, e' essere letti, e si tende and andare in luoghi dove c'e' la possibilita' di essere letti senza troppi problemi ed impedimenti, come accadeva su scrivi.com, che pero' e' sotto continuo attacco informatico, ed infatti molti autori importanti postavano in quel luogo, proprio perche' era frequentatissimo e "libero", anche se poi copiavano simultaneamente le loro opere in altri siti di scrittura per mettersi piu' in risalto o per ricevere particolari commenti da persone "ritenute" intelligenti od influenti, per poter cosi' aumentare l'apprezzamento e la messa in risalto della loro opera. Purtoppo in alcuni siti di scrittura che si definiscono seri, se si tolgono tutti i moderatori e spesso i vari nick-names che utilizzano, non solo i moderatori, ma anche i gestori per dare l'impressione che il sito sia frequentato, e magari togliamo anche tutti quei "pochi" frequentatori affezzionati che si alzano a vicenda le letture, alcuni dei quali a volte hanno anche piu' di un nickname, (cose ormai troppo comuni e risapute su molti siti), si notera' che il reale numero degli utenti che frequentano il sito, non e' molto alto, anzi.... Se il numero delle persone che si cancella o smette di frequentare un particolare sito di scrittura aumenta, evidentemente ci sono problemi gravi che bisogna tenere in considerazione e cercare di risolvere in modo da creare un ambiente invitante, e permettere agli utenti di fare quello che amano di piu' con meno impedimenti e bastoni tra le ruote, e cioe' la cosa principale per un sito di scrittura e' quello di lasciar pubblicare le opere agli utenti e fargli leggere in santa pace quello che gli piace, senza chiudere o riservare spazi, disponibili solo per gli iscritti, non insultarli o diffamarli insensatamente sfruttando la scusa della "critica" per far pavoneggiare gli ipotetici "accluturati" che promuovono spesso, particolari autori e ne distruggono altri a loro non grati anche se sono seguitissmi dal pubblico, invece bisognerebbe fare critiche utili ed intelligenti atte a migliorare l'opera ed a correggere eventuali inesattezze ed errori, non si dovrebbero nemmeno alterare o mozzare le opere degli utenti o rinchiuderle in spazi/sgabuzzini raggiungibili solo agli iscritti etc...Insomma, imparare a capire e rispettare le esigenze di chi sceglie di condividere i suoi lavori con il sito di scrittura.

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Penso che il sito di scrivi.com aveva cosi' tanto successo, perche' conteneva delle forumule forti e vincenti, e tra queste c'erano anche quelle di permettere all'utente, di pubblicare liberamente e senza impedimenti di sorta i suoi lavori, renderli visibili e facilmente reperibili, notare quante letture riceve, ma soprattutto avere la possibilita' di cancellare i commenti che ritiene offensivi ed inopportuni, limitando cosi' la necessita' dei moderatori e troncando sul nascere, insensati battibbecchi ed insulti da parte degli inevitabili disturbatori o "esaltati" che pensano di essere quelli che comprendono tutto dell'arte e della poesia (o della politica) e che vanno a fare i mattatori dietro le mille maschere dei nicknames nei vari siti di scrittura, e poi ritornano con le faccine serie ed immacolate, nei loro siti "ripuliti e controllati", facendo finta di essere persone serie e colte e disprezzando i siti che offrono queste liberta' agli utenti. Roba da far ridere persino i polli! E molti ipotetici artisti od aspiranti artisti, corrono dietro questi "sgarbi" di turno dei siti "controllati", per poter rientrare nelle loro grazie od avere i loro commenti da poter sbandierare quasi come un "trionfo o trofero" nel loro curriculum..Quello che la gente e' disposta a fare per potersi mettere in mostra, e' davvero soprendente! Lecchini e ruffiani ci sono sempre stati, pronti a vendersi l'anima al diavolo per poter pavoneggiare e convinti cosi' di galleggiare meglio degli altri, e spesso si sentono "migliori" perche' possiedono una "cultura" superiore, ma dentro non lo sono affatto. Mi viene in mente il detto: dimmi con chi vai, e ti diro' chi sei...Non penso che un vero e serio artista, abbia bisogno di tutto questo per promuoversi, perche' saranno le sue stesse opere a promuoverlo, senza essere costretto ad andare al letto persino con il demonio per farsi notare.
Inserisco una piccola poesia ed un commento molto profondo di Marco Cinque che contiene essenze davvero valide, ed utilizzo il suo scritto per creare una sorta di parallelismo, tra preghiera e poesia, e volevo ricordare che anche io sono atea, e prego non il Dio che hanno inventato gli uomini, ma la Potenza Universale, Generatrice Eterna del Creato che sento dentro e fuori di me:

Di Marco Cinque
ATEO*

in alcun luogo davvero l'ho incontrato
per questo non ho mai detto addio
a Dio

eppure senza i vostri templi
ho pregato più di tutti voi
sotto l'albero frondoso
che traduceva il vento


.
* dalla raccolta "A voce alta"
Testo di marco cinque, preso dal seguente indirizzo:

http://www.descrivendo.com/forum/viewtopic.php?t=14695&postdays=0&postorder=asc&highlight=marco+cinque&start=0
=====================
Commento di Marco Cinque:
può essere considerato razionale commuoversi
per un’alba? e la razionalità può spingerci a
scrivere cose irrazionali come le poesie? non lo so...
avete per caso letto “papalagi”?
la cosa curiosa è che, almeno in poesia, più
cerchiamo di dare una definizione esattissima alle
parole, più loro ci osservano sgomente...
non credo che siano determinate parole a farci
incontrare, a farci andare d’accordo, a farci
conoscere veramente, penso piuttosto siano
importanti le intenzioni e il senso che vi
riponiamo.

cerco sempre di ricordare a me stesso che
le parole in fondo sono solo uno degli strumenti
della comunicazione (come ce ne sono
tantissimi altri) e che, spesso, di quanta più
abbondanza disponiamo negli strumenti,
tanto più è facile perderne i contenuti. e non
dimentichiamo nemmeno che attorno alle parole
ci sono i silenzi, senza i quali le parole stesse
non esisterebbero.

ateo, laico, agnostico, religioso, animista, qualunque
definizione in me non determina il fatto che io
possa o meno pregare, anche perché la mia idea
di preghiera forse è un po’ lontana da quella
stabilita dalle convenzioni, quindi dalle parole stesse...
diciamo che il succo di tutto è che forse di parole
ce ne sono troppe (per poi esprimere troppo poco?)

e pensiamo solo a cosa si riesce fare e a dire con
sette semplici note.
a proposito, io non sono musicista, eppure suono...
non è strano?
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Tag: altro

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nadia Commento da nadia su 25 Settembre 2008 a 14:07
Ciao Dana. E' vero che ci sono tantissimi artisti
ed aspriranti artisti, che hanno la stoffa ma non
hanno la tenacia per farsi avanti in questo mondo
di volpi e ladri, e questo vale per tutti i campi,
compreso quello della musica, e non sai quanti artisti
incredibili non avremo mai opportunita' di sentire
perche' non riescono a buttarsi avanti ed a lottare
contro tutto e tutti per emergere. Alcuni artisti,
alle prime arti venivano derisi dalla critica ed
assaliti insensatamente dagli esperti, che li giudicavano
inadatti e completi fallimenti, ma loro credevano in
quello che sentivano dentro, ed hanno continuato il
loro percorso, ed abbiamo avuto cosi' modo di vederli
e sentirli, di ridere e piangere con loro, e ne riporto
alla mente solo alcuni relativi al campo della musica
leggera, (ma questo discorso puo' essere applicato
anche agli altri campi): Benigni, Renato Zero, Fiorello,
Troisi etc..Ci sono artisti particolari che se davvero
avessero dato retta agli ipotetici esperti/critici,
mai sarebbero emersi, ed invece hanno dato retta a quello
che sentivano dentro, al pubblico che inizio' a seguirli
ed ad amarli...Quante volte questi ipotetici critici/esperti
e copie dello sgarbi di turno, sono in realta' solo banali
idioti acculturati che pensano di sapere e capire tutto
solo perche' hanno imparato bene l'utilizzo della lingua
italiana e sono parecchio acculturati, ed influenzano
addirittura il percorso degli emergenti artisti con i loro
elogi o mannaie...Ma io vi dico, siate piu' forti di queste
mannaie e proseguite il vostro percorso, andando dove vi
porta il cuore...Il giudizio da tenere davvero in
considerazione, dovrebbe essere quello del pubblico, perche'
che senso ha ricevere critiche bellissime dagli acculturati
che cercano di promuovere quello che decidono loro, quando
invece le preferenze del pubblico sono a volte completamente
diverse? Chi sono questi esperti che vorrebbero imporci
quello che ci deve piacere e quello che non ci deve piacere?
Quello che dobbiamo leggere ed elogiare, e quello che non
dobbiamo leggere o che dobbiamo disprezzare...Chi diamine
pensano di essere? Perche' dare completo potere e controllo
a questi "critici" come se fossero una sorta di Santa Inquisizione
da medio-evo, che decide della vita e della morte di quelli che
fanno comodo o meno; di quelli ritenuti validi o meno; di quelli
che si possono manovrare, arruffianare o meno...Lasciate decidere
alla gente quello che vuole, che gli interessa, che ama...Lasciate
liberta' e varieta' di scelta!!! Quante volte nella mia vita avrei
potuto farmi avanti, ottenere molto se solo mi fossi fatta corrompere
dal capo di turno, con le solite promesse di una promozione se facevo
la carina con lui...andare avanti vendendosi l'anima al demonio e
fare cose di cui dobbiamo vergognarci quando ci guardiamo allo specchio,
non e' per me. Lottare per farsi avanti e' una cosa, compromettersi
con azioni deplorevoli, ed accettare le lusinghe viscide dei divoratori
di anime per poter andare avanti, significa promuovere la mafia, la
corruzione, il controllo dell'informazione e della nostra vita,
significa uccidere la lealta', la liberta' ed onesta' degli altri
per far valere le proprie cause nei modi piu' loschi e piu' squallidi,
alleandosi con i potenti, e diventando gli adulatori ed i ruffiani dei
potenti, con la speranza che continuino a darci calci per andare
avanti o che ci riservino qualche angolino comodo dove poter
spavoneggiare anche noi...io ho sempre rifiutato queste idiozie, ed
e' la mia natura che non mi permette certi compromessi, perche' la
liberta', la sincerita', la purezza, non si possono vendere, e quando
mi guardo allo specchio, non voglio farmi schifo, ma molti sono ciechi,
e non sanno nemmeno guardarsi dentro od allo specchio, e certi discorsi
non hanno nessuna presa su di loro, dato che vivono e respirano da
esseri viscidi, egoisti e ciechi, pieni solo di ipocrisia, falsita',
del loro volere e poter mettersi in mostra con ogni infame mezzo per
farsi rimirare, e non per dare onestamente quello che sentono dentro,
od utilizzare i loro doni interiori per donare qualche sorta di stimolo
o contributo per la crescita interire degli individui o per dare il loro
contributo e voce, a quelli che non hanno voce e che vivono nel dolore, nel
silenzio, nella disperazione in questa nostra societa' moderna, fredda,
troppo virtuale e persa esageratamente nel sembrare, nell'apparire,
nella folle corsa alla vana ed illusoria gloria, calpestando nel
tragitto anime innocenti, che sopesso, valevano anche molto piu' di quelli
che le hanno schiacciate senza nessun rimorso per la follia di voler
"galleggiare" con ogni mezzo ed ad ogni costo.

Insomma, dico che bisogna avere grinta e costanza per farsi avanti, e
non mollare l'osso se sentiamo di averlo, e non bisogna utilizzare
e promuovere sistemi squallidi che alimentano l'inevitabile corruzione,
mafia ed emarginazione di artisti validi od amati dal pubblico solo
perche' non apprezzati dalla critica; critica che spesso non e' in
grado di comprendere gli artisti, al di fuori dei banali e collegiali
metodi di valutazione, ed incapace di capire/apprezzare i nuovi
emergenti che possiedono/utilizzano sistemi innovativi di
comunicazione ed espressione del loro mondo interiore.
oissela Commento da oissela su 23 Settembre 2008 a 7:18
Si, penso anche io che la comunicazione scritta abbia molti limiti e non sempre
riesce a trasmettere il senso e le intenzioni che in essa riponiamo.
Ognuno di noi si caratterizza per una sensibilità propria e che lo porta ad
esternare il suo modo di essere in maniera diversa rispetto ai suoi simili.
Pur non essendo credente, quando vedo sorgere o tramontare il sole, sono
solito tracciare il segno della croce.
Segno che rinnovo, quando metto a cuocere il pane lievitato nel forno.
Mi sento fortunato quando con la mente spazio di fronte alle meraviglie
dell'universo e penso che il tutto non è frutto del caso, ma di un'intelligenza
di cui non riesco ad afferrare il disegno.
Ciao
Oissela

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