
Storia elaborata da Sharon, con le direttive presenti in questo messaggio:
http://www.francamente.net/profiles/blog/show?id=2040161%3ABlogPost%3A12688
Bisognava scrivere qualcosa (una poesia, una nota, un testo...) ipotizzando di essere intrappolati
in una grotta e di avere solo 5 ore di ossigeno a vostra disposizione, una torcia, un libretto per
scrivere ed una penna...Cosa lascerete su quelle pagine? Quali saranno i vostri ultimi pensieri?
Qui di seguito una delle piu' belle storie che abbia mai letto, proprio da una persona che non si considera "scrittrice"!
Bravissima Sharon! Il tuo e' stato un grande dono! Un esempio di come dovrebbe essere
utilizzata la scrittura, per cercare di conoscere noi stessi, e di conoscerci anche attraverso gli altri. Mi sono
emozionata tantissimo quando ho letto il suo testo...
Ecco lo scritto di Sharon:
http://www.croponline.org/bbforum/viewtopic.php?t=3263
Non so se e quando mi troverai, e se questo scritto sarà abbastanza leggibile e seguirà un senso logico.
Non so cosa mi ha spinto a seguire questa strada. Proprio io, che ho paura della mia ombra.
Non so perché quel sogno così vivido ha voluto impregnare tutti i miei sensi di curiosità e attrattiva. Ma il suo richiamo ha oscurato la logica, la paura e ogni altro senso. Notte dopo notte, fino a spingermi qui. Fino alla morte.
Avrei dovuto correre più forte del pensiero, più veloce della mente, ma questa mi era sempre a un passo. Non posso nascondere quello che sono e l’amore che nutro per la perfezione assoluta. Non avrei mai potuto lasciare che una parte di me rimanesse inascoltata, incompleta.
Ricordami così, viva e dannatamente imperfetta. Meravigliosamente imperfetta, come ogni essere umano.
Non pensare che io sia morta con atroci sofferenze e non soffrire per questo. Io muoio qui, in pace.
Muoio nel silenzio e nell’oscurità. Sola. Così, come ho sempre desiderato. C’è solo pace qui.
E mi chiedo se io stia morendo sul serio o se questa sia una rinascita.
Prima di nascere, nel grembo materno, non si prova forse la stessa sensazione? Non ci si ritrova forse in un luogo simile? Non lo so. Ma mi sento a casa.
Qui non ho bisogno di ridere se voglio piangere o piangere se voglio ridere. Non c’è nessuno che possa giudicare o che voglia essere giudicato, sento quello provo, ogni emozione è tanto mia e tanto intensa che non ho bisogno di esternarla.
Una bambola di cera. Questo sono sempre stata e questo diverrò in eterno. Questo sarò ai tuoi occhi, quando mi vedrai. Ma ricorda che nell’immobilità del mio Tempio ho amato e ho odiato. Sono stata tutto e sono stata niente. Sono quello che ho sempre voluto essere senza esserlo mai stata.
Torno a casa, e questa è la porta d’entrata. Già sono a mio agio, quindi non piangere per me, chiunque tu sia.
Se incontrerai i miei cari, la mia famiglia, di loro che non devono rimproverarsi nulla e che sono stata felice di aver percorso accanto a loro il mio cammino. Di loro che ogni piccola mancanza è stata di gran lunga sopperita con il regalo più grande che una famiglia potesse fare a un figlio, al pari della vita stessa: la libertà.
Ringrazia chi mi ha amata e chi non l’ha fatto e di loro che di una cosa mi spiace, non essere stata in grado di amare di più, soprattutto chi mi ha voluto bene e mi è stato vicino. Chiedi loro scusa da parte mia per essermi a volte lasciata schiavizzare dalle basse vibrazioni che la società produce e di cui cerca di nutrirci avvinghiando e stritolando la nostra anima. Ho lottato, ma la maggior parte delle volte ho mentito. Ho recitato. E la rabbia senza ragioni che acceca l’animo degli uomini del nostro secolo ha toccato anche me.
Ho cercato la bellezza in ogni dove e non l’ho mai riconosciuta nell’eccesso o nelle cose sgargianti.
Ricordati di me, e, quando vedrai una margherita spuntare solitaria in un campo coltivato di fiori esotici non permettere che venga estirpata per far posto ad un’altra meravigliosa rosa, perché io in quel fiore ho visto l’essenza dell’Essere. Io ho visto Dio. E l’ho sentito. E non è uomo. Non è donna. Ma è entrambe queste cose.
Di a chi mi cercherà che sarò nella pioggia e nell’acqua. E’ l’elemento che più di tutti ho temuto e amato. Un elemento che contiene gli opposti e li fa divenire uno. L’elemento che più di ogni altro sento vicino. Io gli appartengo più che agli altri.
Non sono realmente certa che sarà lì, ma non siamo forse in ogni cosa? Non siamo forse un tutt’uno? Quindi io sarò lì come ci sono sempre stata. E in ogni altra cosa.
Ma non permettere che il mio corpo venga gettato nell’acqua, o bruciato nel fuoco e ricoperto di terra. Se puoi, lasciami qui. Così come sono. Così, come mi hai trovata.
Questa è la mia tomba. Lei mi ha chiamata e io ho risposto al suo richiamo. E’ qui che il mio corpo deve riposare. Non profanare il mio sonno e lascia che la pietra mi protegga per l’eternità. Perché è qui che dovevo arrivare. Ogni passo della mia vita, ogni direzione scelta, mi ha portata qui. E io, finalmente sono a casa.
Lascia qui il mio corpo ma prendi il mio pensiero e non scordarlo mai.
Ricordami, chiunque tu sia.
Ricordami, e io vivrò per sempre.
Sharon
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