
Osserva uomo, quel neonato che piange.
Le tue grida erano le stesse,
quando venivi scaraventato in questo mondo nuovo e freddo.

Guarda gli occhi di quel bimbo,
sono gli stessi con cui anche tu vedevi,
e scoprivi la vita intorno a te.

Quel corpo giovane, vigoroso, pieno di amore e di sogni,
che sembrava invincibile ed eterno,
lo hai avuto anche tu;

Ora c’e’ un vecchio da solo sulla panchina,
che ripensa al sogno della sua vita
e di come l’ha vissuta.

Quanti quanti sorrisi e quante lacrime versate;
Quanti giorni rimasti scorrono come sabbia tra le dita di un pugno,
che vuoto rimarra’ e si chiudera’ per sempre.

Apri il tuo pugno uomo, e getta nel cielo la sabbia rimasta,
per disegnare il tuo ultimo arcobaleno,
nelle pagine immense del libro della tua vita.























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