Le membra indebolite, il passo incerto,
l' anima triste guarda un orizzonte
dove sembra morire ogni affetto, ogni scintilla
di libertà, di autonomia, forse di dignità.
Eppure si è ancora capaci del coraggio
di accettare ll declino che ci fa poveri al mondo.
Forse non muore la speranza che l' estrema
spogliazione dell' io sia anche estrema
apertura ai sogni, al mondo, a Dio.
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Aggiunto da Franca su 4 Febbraio 2010 a 19:33 —
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lo struggersi il disperdersi
è stato il mio pensiero
le dita impiastriacciate
la faccia e la maglietta sporche
di burro e marmellata di albicocche
o cioccolata, rare rare volte
di quelle rare a volte avuta in premio
assorto aspettavo la reazione
guardando quel finire
uno schiaffo, che mi cacciasse indietro
a tavola con gli altri
esageravo gia non mi bastava mai
ma non per fame o gola
quel perdersi disperdersi smarrirsi
lo struggersi nel provvvisorio
nel dubbio sul precario
lo struggersi e il dis…
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Aggiunto da Light_my_fire su 4 Febbraio 2010 a 11:32 —
1 Commento
Remoti noi compariamo
ma coniugati restiamo.
Compatti nell’ardore,
spartiti nel furore.
Come seno d’arena
tue genesi accoglievo,
giovani spumose sementi
in utero senile.
Invalidi eppur viventi
riposano eterni germi:
sono fiori incolori
delle ore migliori.
Distese di figli serbo nel grembo,
figurano pallidi gigli
incubati dal tempo. Continua
Aggiunto da Maria Luisa su 4 Febbraio 2010 a 0:30 —
3 Commenti
La sera, timida e pallida,
mostra tutta la mestizia
del giorno che sfuma.
Il buio ha la meglio,
col suo grigionero copre
gli obbrobri del mondo...
Cosi, nella mia apatia
perdo il verde degli occhi
di creature che amo.
La notte ottenebra
i colori della terra
che triste, scurisce.
All'alba, la notte si corica,
con dentro il cuore
ventagli di rugiada.
E' un pianto di pentimento
per aver imprigionato
metà dell'universo
in una morte apparente.
Continua
Aggiunto da silvano su 1 Febbraio 2010 a 16:58 —
3 Commenti
Leggere una poesia è come ritornare
nel luogo doloroso
della lunga mancanza di sostanze,
i brividi ed il vomito
ora e non allora,
me li do nel dare
non nel levare .
Ed è stupefascente come
la compulsione sia la stessa.
Non sbattersi e cercare
ma battere e trovare,
nelle ferite aperte
gli stessi stordimenti,
farne delle nuove.
Un battere e levare
solfeggiando parole
irragionevolezze.
Leggere poesie mi è doloroso,
è la mia sfida a quanto reggo
il mio lento mancare,
rinasco in questa morte,
rivivo…
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Aggiunto da Light_my_fire su 1 Febbraio 2010 a 9:59 —
5 Commenti
Amica, che cammini
negli enigmi
delle mie solitudini
nelle penombre
delle mie paure
nei pigmenti
dei miei sentimenti...
Amica, che ridipingi
il volo dei miei desideri
i veli delle mie speranze
il buio delle mie fobie
l'essenza dei miei rimpianti
la linfa del mio poetare...
Amica, plana dentro di me
sfiora i miei turbamenti
argina il mio straripare
ingentilisci i sussulti
della mia vulnerabilità
nell'armistizio dei sensi.
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Aggiunto da silvano su 27 Gennaio 2010 a 18:00 —
1 Commento
non vivo piu nel sogno ,
non giro piu a zonzo
in quello strano posto
troppo in alto per me
distratto, sfaccendato.
Ecco il mio cambiamento.
Ti scrivo per dirtelo,
motivo importante
per farmi vivo ora
per disturbare ancora.
Vivo in un altro altrove
improbabile il nome,
un posto quasi simile
han solo cancellato la dolcezza,
c'è anche un cartello grande sull'entrata
"Improbabile" appunto
grande ed evidente.
Qui non è come prima
qui devo stare attento
molto attento...sempre
tutto un alti e bassi
con…
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Aggiunto da Light_my_fire su 26 Gennaio 2010 a 23:06 —
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Attraversare
la tua tristezza
come un bosco.
Appoggiare le mani
alla corteccia ruvida,
inoltrarmi
nell’ombra densa
di verde, muschio
e foglie fradice.
Scivolare su fango
e frammenti
di vita e ghiande
tra luci piovute
e inattesi esili fiori.
Chiedere ai rovi
graffi e sollievo
in cambio di brandelli
di tela e vecchia rabbia.
E camminare.
Passi negati, sai
da un sentiero interrotto:
d'oscurità
continuo a essere specchio.
Continua
Aggiunto da parvarosa su 26 Gennaio 2010 a 15:30 —
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OSSIMORI DI SEPPIA
C’era la luna ed il sole, la terra ferma ed il mare;
c’erano musiche e parole e i piatti da lavare.
C’erano ferite e baci sulla pelle, il male mescolato al bene.
C’erano più pesci in volo tra le stelle che culi in ammollo a Fregene…
E c’erano genti meschine considerate “esseri sp…
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Aggiunto da TORE XIMENES su 25 Gennaio 2010 a 18:17 —
1 Commento
Passava Mina il sabato in tivu
nella mia visione del dolore
ancora senza tinte forti.
Passava Mina il sabato in tivu
passava in bianco e nero.
Cantava amori disperati
amori perdenti
avrei voluto stare
in mezzo alle sue cosce grandi, grande,
fermare quelle dita da bambina
intrecciarle e guardare.
Passava Mina sulle spiaggie al mare
nelle radio a transistor , custodia in finta pelle
fra ombrelloni e cicche sulla sabbia,
fra mani unte di abbronzante e
lente carezze sopra
spalle e te…
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Aggiunto da Light_my_fire su 24 Gennaio 2010 a 12:24 —
5 Commenti
La bimba ha gli zoccoletti in mano
per non consumarli
e nell'altra un quaderno con la copertina nera.
E da Beole alla scuola il sentierino è lungo
e pieno di sorprese
e la bimba coglie more
e bacche nere
che ci si può fare l'inchiostro.
E guarda il lago
da quassù è proprio bello
e nessuna ce la porterà.
E quando scende la sera
al ritorno il sentiero è più faticoso
gli zoccoli ancora in mano
e fiori di campo
per mamma che gli piacciono tanto
bella nel suo ritratto
coi bordi neri e i contorni sfu…
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Aggiunto da Luigi su 22 Gennaio 2010 a 12:40 —
2 Commenti
mi hai fatto sedere sul tuo letto
prima di partire
mi ci hai costretto , io ti ho lasciato fare
cosi si usa , hai detto , con il bagaglio stretto fra le mani
cosi si usa , è la buona fortuna che ti aspetta
mi hai dato tutto il tempo , pochi momenti ancora
senza neanche guardarti
buttati via nel domandarsi al ritmo di una nenia
e adesso?
è adesso.
Poi per strada
il mio primo arrancare
dietro la tua fretta di passi e di dimenticare
avrà un altro volto il mio e il tuo destino
questo mi hai detto
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Aggiunto da Light_my_fire su 16 Gennaio 2010 a 10:30 —
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...isole
improvvise,
improvvisamente
scompaiono
disappaiono in
un disappunto
...derive
affiorano
tu ,
fermami se puoi
senza pensare
...isole
improvvise
so suddenly
the sorrow
(così improvvisamente il dolore)
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Aggiunto da Light_my_fire su 16 Gennaio 2010 a 0:07 —
2 Commenti
Una poesia scritta qualche mese fa, ma purtroppo ancora di grande attualità.
Condannati a morte.
Risate
dei ministri e dei banditi.
Ma adesso cambia canale
che è ora di pranzo.
Condannati a morte.
Cosa ridi?
Non devo esagerare?
Domani faranno tutti la comunione
e anche Dio è diventato miope.
Condannati a morte
la sabbia nei polmoni
bimbi come agnelli
sugli altari di Cristo
donne violate e massacrate
Ridi ancora?
Meglio chiudere gli occhi
ma non dire
Io che c'entro?
Condannati a morte…
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Aggiunto da Luigi su 10 Gennaio 2010 a 13:11 —
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Dolores è minuta
Dolores ride lieve
Dolores è felice
Ha trovato qualcuno
Che l'accompagnerà
Nel disamore , al riparo
Sotto quella stella
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Aggiunto da Light_my_fire su 10 Gennaio 2010 a 12:30 —
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Come posso non invidiarti quando
nevica, Otto Hofmann? Forme distratte
avresti veduto per te danzare
nella nebbia, nelle immagini chiare
dipinte nelle ombre azzurre di matte
cime verdi, lo spirito lasciando
fuggire dalla bocca.
- Sono vecchio per astrarre; mi tocca
appena questo reticolo angusto
che ci serviva per amare i sensi;
io ho perduto quel giusto
mezzo, che ci donava del riposo
tra una nevrosi e l’altra, tra gli intensi
rovelli dell’odioso
pensiero. - Io intingo la penna triste,
che mi…
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Aggiunto da Dario su 9 Gennaio 2010 a 19:55 —
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Eccomi qui
per una volta adatto
d'abito
in questa scena bianca.
Eccomi qui
in un'asimmetria
di luce e di silenzio,
di luoghi dal passato
di sovrapposte immagini.
Eccomi qui
discorsi punteggiati
frasi virgolettate,
il punto di partenza
dove inizia il finire,
in fondo
in quel punto
dentro al mio orizzonte
che sembrava lontano,
per incontrare te
me stesso
il mio nirvana,
dimenticando di sapere
del samsara
al suo confine.
Eccoci qui,
le tue ragioni
in una asimmetria
in una scena
a sfondo bianco
la d…
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Aggiunto da Light_my_fire su 8 Gennaio 2010 a 23:37 —
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Preferisco la Befana.
La conosco da bambina.
Da bambina mi spaventava.
Ero poprio una stupidina.
Babbo Natale vien di lontano,
porta freddo e malattie.
Si, lo so, porta anche doni.
Ma vuoi mettere la Befana!
Anche lei viene col freddo
ma già annuncia debolmente
un odore di primavera.
Non ho detto che…
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Aggiunto da Franca su 6 Gennaio 2010 a 11:39 —
6 Commenti
di te...io e te ...
forse mi sbaglio,
non siamo
banali come tanti
di tracce e segni che lasciamo in giro.
Si sciolgono con l'aria,
alla peggio con l'acqua,
ti danno poco tempo
per essere scorti.
Piccolissime briciole
cadute di tasca un pò per caso
fra le tante cose,
abbandonate lì per strada.
Lasciate in altro modo
da come al solito si lasciano.
Impercettibili,
fra cento quadri di Picasso
uno solo che emozioni entrambi.
Quasi invisibili.
Possono essere viste
solo da occhi attenti
occhi curiosi
o…
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Aggiunto da Light_my_fire su 5 Gennaio 2010 a 10:23 —
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Benedici, Padre Olimpio di cavi,
la stirpe della mota,
e la bruma che immota
resta sospesa sui nostri palazzi,
sul cosmo che tu ieri reclamavi,
che oggi reclamiamo, con navi e razzi;
benedici il caldo nume di forgia,
di metallo immortale
steso sopra tutta quanta la terra;
benedici la guerra,
la risolutiva policroma orgia
d’esplosivo clangore celestiale.
Benedici il vivace uso del soldo,
che lo spirito alacre
delle fatiche sacre
tosto compensa sull’equa bilancia,
e la Legge, che il vile manigold…
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Aggiunto da Dario su 5 Gennaio 2010 a 0:55 —
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