IL MURO INVISIBILE
IL MURO INVISIBILE
HARRY BERNSTEIN
"...Poi fu silenzio e i miei occhi si chiusero nel sonno". Queste le ultime righe del libro che ho appena terminato di leggere e come spesso mi succede quando termino di leggere un libro, chiudo gli occhi e nel MIO silenzio interiore, mi beo delle emozioni provate nella lettura.
Autobiografia di un bambino ebreo nato nel 1910 a Manchester, dove ha vissuto fino all'età di dodici anni.
E' il vissuto di questi dodici anni trascorsi in una strada dove convivevano da un lato ebrei e dall'altro cristiani. Fra di loro un MURO INVISIBILE costruito da loro stessi, dal loro sentirsi diversi. Ognuno trincerato nelle proprie convinzioni, nella propria certezza di essere nel giusto. Povertà, desiderio di rivincita ma anche molta rassegnazione, queste sono le cose che accomunano i due lati della strada.
Drammi, conflitti interiori, sofferenze affiorano dal racconto autobiografico di Bernstein. Il ghetto è dentro di loro, ma la vita in comune è inevitabile e senza accorgersene le esistenze degli uni si intrecciano in quelle degli altri.
Questo libro si ferma ai suoi dodici anni, prima della partenza con la famiglia per l'America alla speranzosa ricerca di una migliore vita. Nemmeno dopo la vita è stata facile, almeno per i genitori di Bernstein. Poco è mutato, ma il prosieguo della propria vita è racchiuso in altri due libri.
Da adulto, l'autore ha poi sentito la necessità di ritornare al proprio passato, alla propria strada e ripercorrendo a ritroso il viaggio che l'aveva portato nella nuova Patria, è tornato a Manchester dove trova molti cambiamenti, ma la SUA strada è sempre là. Identica nella struttura e nella povertà, ma vuota. Sono stati sfollati tutti quanti. Lì si costruiranno case popolari, con elettricità, fognature e bagni. Questo nuovo progetto è voluto da una ex abitante di quella strada. Una signora di religione cristiana che è parte integrante della vita di Bernstein e che appare nell'autobiografia.
Libro molto bello. Lo si beve tutto d'un fiato. Da ogni pagina emerge quanto sia importante il nostro passato. Più ci si allontana da lui, più lo si reputa indispensabile e anche se carico di sofferenza, ne sentiamo una immensa nostalgia con l'inconscia illusione che il rivivere il proprio trascorso anche se attraverso i ricordi, lo si possa mutare, cambiare. Ci si illude di aver sofferto meno.
Merita di essere letto.